Suocero la guarda sconvolto.
Il mio compagno continua a mangiare.
Io sbrocco.
Suocero prende le mie difese. Il compagno continua a mangiare.
Loro due iniziano a litigare, io mi arrabbio con il mio compagno.
Suocero:
“Ma ti sei impazzita? L’hai scambiata per la donna delle pulizie? Se è così, domattina ne cerchiamo una.”
Suocera:
“No, non mi serve la donna delle pulizie. C’è lei in casa e mi aiuta lei.”
Compagno:
“Aiuta. Tu insieme a lei. Tanto lei da sola è come una donna delle pulizie.”
Suocera:
“Ma io devo uscire con le amiche.”
Io:
“Certo, la contessa deve uscire. Se questa era la vostra ospitalità, facevo prima a stare a casa mia.”
Suocera:
“E chi te lo ha vietato?”
Io:
“Lui.” (indicando il mio compagno)
Suocera:
“Tutta questa tiritera per non lavare due cose.”
Io:
“No. Tutta questa ‘tiritera’, come la chiama lei, è perché non sono la sua serva. Posso dare una mano, certo, ma non merito di essere trattata come una domestica. Ho sopportato tanto in questi giorni, ma qui siamo arrivate al capolinea.”
Dopo la sfuriata vado in camera, prendo le mie cose e me ne vado senza dire altro.
Giro un po’ per la città, telefono spento.
Dopo un’oretta torno a casa mia, quella sfitta.
Trovo il mio compagno ad aspettarmi sotto. Mi chiede scusa. Di sua madre non dice nulla.
Saliamo, sistemiamo qualche cosa e andiamo a dormire.
Stamattina mia suocera ha chiamato suo figlio.
Lui non ha risposto.
Vediamo come andrà.
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