Ho preso mia madre a vivere con me a causa di una demenza senile che sta avanzando lentamente.
Ha 81 anni. Ha vissuto da sola per una ventina d’anni, finché è diventato chiaro che non fosse più autosufficiente. Metterla in una casa di riposo non se ne parla: mio fratello è super impegnato con il lavoro, mia sorella ha tre cani, tre gatti, delle tartarughe e, iniziando presto, non potrebbe seguirla.
Quindi la decisione è presa: starà da me.

Fortunatamente non ha comportamenti autolesionisti. Si limita a una passività condita da spelucchiamenti continui su sé stessa, sul pavimento e su ogni superficie possibile.
Se non fosse che, per farlo, si bagna le dita per avere più presa: quindi, in pratica, si “ciuccia” la polvere e sporca dappertutto.

Cerco di coinvolgerla in qualche lavoretto per mantenerla attiva, tipo lavare i piatti e poco altro.
L’unica cosa che fa ancora in autonomia è preparare il caffè. Il resto è svanito nella nebbia del tempo.

A volte mi fa pena, altre volte invece il suo comportamento mi fa andare fuori di testa, mi innervosisce da matti. Devo continuamente rifare tutto: dai piatti, alla carta buttata nel bidone della plastica. Pulisco il piano cottura e lei lo passa con lo straccio che ha usato poco prima per una pentola unta d’olio.