Almeno una volta a settimana devo costringerla a fare la doccia, e ogni volta è un dramma: o l’acqua è troppo fredda, o non ha voglia, o si inventa un mal di testa. Idem per lavare i capelli, per la pulizia del condotto auricolare (porta gli apparecchi) o per qualsiasi cosa riguardi l’igiene personale.
Nasconde le cose. Se per sbaglio trova una bottiglia aperta, si attacca a canna e giù, quindi niente alcol visibile in casa.
Mi è capitato di beccarla sul fatto e nega, nega sempre: lei non ha mai fatto nulla, sono sempre io che capisco male.
Il fatto è che questo comportamento lo ha sempre avuto — quello di nascondere i fatti, anche cose che mi avrebbero riguardato personalmente — ma io non riesco a digerirlo. Mi irrita profondamente.
Ripete le stesse cose diecimila volte.
Eppure, badare a lei lo faccio comunque con tanto amore: è mia madre e le devo la vita.
Non le manca niente: è coccolata, pulita e nutrita. La mantengo più attiva possibile e, da quel lato, sono in pace con me stesso.
L’autodenuncia sta nel fatto che provo questa irritazione più spesso di quanto vorrei e sono a metà tra il sentirmi in colpa e l’autoassolvermi per l’obiettiva difficoltà di rapportarsi con questa patologia bastarda che ti ruba l’anima.
Siate gentili con i caregiver: molto spesso stanno attraversando un inferno e non ne parlano.
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