Grazie, giudice.

L’ho trovato indelicato, poco galante e vagamente fastidioso.
Uno di quelli che chiamano “sincerità” il fatto di dire tutto quello che passa per la testa, anche quando sarebbe meglio masticarlo prima.

Ho chiuso.

Lui: “Buonanotte.”
Io: notte eterna.

Quando provo a spiegargli che il suo modo mi ha infastidita, mi dà pure della vittima.

Cioè: mi ferisci → te lo dico → sono io il problema.

Capolavoro.

La mia migliore amica sostiene che sono stata frettolosa.
Che forse ho esagerato.
Che potevo riderci sopra.

Può darsi.

Ma io, a un certo punto, ho visto il trailer del film.
E ho deciso di non guardare il resto.

Perché dopo certi traumi non cerchi il principe azzurro.
Cerchi almeno uno che non entri nella tua vita con le scarpe infangate.

Non siamo complicate.
Siamo selettive.
Non siamo fredde.
Siamo reduci.

E vorremmo solo qualcuno che si avvicini con delicatezza, non con la tabella dei voti.

Quindi ditemi:

Chi è il caso umano?

Io, che ho messo un limite subito, o lui, che ha confuso il flirt con una valutazione tecnica?