Per un periodo ho lavorato come cameriere per la colazione continentale in un albergo vicino a Piazza San Pietro, a Roma.
Turno dalle 7:00 del mattino, che per me significava sveglia alle 5:00, quando il mondo dorme e il caffè non basta mai.

Tra l’odore di uova e bacon all’alba e la tipologia di clientela — praticamente solo preti e cardinali — ancora oggi non so come abbia fatto a resistere così a lungo senza prendere fuoco in un conato mistico.

Un giorno mi chiesero di fermarmi anche per il servizio del pranzo.
Io, ingenuo e inesperto, accettai senza fare domande, convinto che fosse un segno divino o quantomeno un punto a favore nel curriculum celeste.

All’ora fatale mi affidarono una teglia in ceramica di pasta al pomodoro: pesante, bollente, appoggiata sull’avambraccio sinistro.