Pochi minuti dopo lo scambio degli anelli, con quaranta gradi percepiti, la madre della sposa si sdraiò a terra davanti alle sedie. Per un attimo pensammo al peggio. In realtà aveva solo deciso di stendersi per il caldo. Ventagli, acqua, concitazione generale. Poi arrivò la figlia, che le regalò una scenata degna degli Oscar perché, a suo dire, le aveva rovinato “il suo momento”.

Ma non era finita.

Un’ora dopo il servizio fotografico, gli sposi ricomparvero dopo un cambio d’abito.
Lui in pantaloni corti.
Lei in un mini abitino argentato, più simile a un prendisole.
Entrambi in sandali.

Mentre noi, sudati e morenti, continuavamo a rispettare il loro folle dress code fatto di scarpe chiuse e dignità evaporata.

Non ho mai odiato così tanto qualcuno come a quella festa. Anche perché per andarmene avrei dovuto avere un passaggio, e il mio ex nel frattempo si era “abbeverato” e addormentato riverso su un’amaca, giustamente divorato dalle zanzare.

Che belli, davvero, i matrimoni estivi.