A inizio settembre, nel mezzo di una conversazione normalissima, gli faccio una domanda innocua.
Silenzio.
Sparisce.
Giorni.
Poi settimane.
Ricompare una domenica sera come se nulla fosse, senza un minimo accenno di scuse o giustificazioni, chiedendo con disarmante nonchalance se poteva passare da me.
In quel momento ho avuto la sensazione chiarissima di essere stata ridotta a opzione di riserva, a piano B dell’ultimo minuto.
Inutile dire che l’ho mandato a fan(ulo, con una lucidità che mi ha quasi commossa.
Non mi arrendo, perché in fondo sono una romantica pragmatica: ci credo, ma tengo gli occhi aperti.
Chiacchiero con un altro tipo in chat intensamente per tre giorni.
Di quelli che ti tengono sveglia fino a tardi, che sembrano leggerti dentro, che usano le parole come se sapessero esattamente dove andare a parare.
Dice di essere aperto mentalmente, senza pregiudizi, diverso dagli altri.
Penso: “Ok, forse questa volta”.
Lascia un commento