– passato la polvere in ogni angolo, anche sui battiscopa
– stirato la piega delle lenzuola (sì, con il ferro)
– spruzzato igienizzante in ogni stanza
– passato il vapore alle tende, come se stessimo preparando una visita di Stato
Il tutto mentre io cercavo solo un caffè per aprire gli occhi.
Per dire, alle 4:45 del mattino l’odore dell’arrosto era già arrivato in camera da letto. Non chiedetemi perché stesse cucinando a quell’ora: non ho più risposte, mi limito a sopravvivere.
Molte persone, quando lo racconto, mi dicono: “Eh, beata te! Vorrei averlo io un marito così ordinato!”.
Sì, certo. A parole sembra fantastico. Nella pratica, vivere con lui significa affrontare ogni giorno una sorta di ispezione militare domestica. E soprattutto fare tardi a qualsiasi appuntamento, perché lui non può mettere piede fuori casa senza prima sistemare gli ultimi tre peli che vede in giro (o che crede di vedere), borbottando che avrei dovuto farlo io. Finché lui non è convinto che tutto sia lucido, brillante e allineato… non si esce.
Forse per molti è un pregio.
Per me è un Caso Umano certificato.
E sì, l’ho detto.
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