Il costante ritardo di 35 minuti

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La radio passa Kayleigh dei Marillion, la canzone del vostro primo bacio e tutto sembra avere un senso. Provi a toccarla e non ci riesci, ci provi una seconda volta, lei è impalpabile, leggera come una bolla di sapone e fluttua ondeggiando in una danza affascinante e spaventosa. Apri gli occhi, ti guardi intorno, la radiosveglia segna le 4,35 e sei solo. Lei è morta da 10 anni e almeno una volta alla settimana continui a rifare lo stesso maledetto sogno. Ti alzi, piangi, vai in bagno, ti escono due gocce in entrambi i casi.

Accendi la tv, trovi una replica di Boris e crolli.
Ci saranno altre notti per essere in ritardo.

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Claudio Michelizza

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