Con il primo ci incontriamo per un aperitivo: sembrava tutto sommato una persona simpatica e intelligente. Conversazione fluida, battute al punto giusto, niente red flag immediate.
Gli dico che il giorno dopo non avremmo potuto sentirci perché ero impegnata, una cosa detta con naturalezza, senza sottintesi.
La mattina dopo, puntuale come una sveglia mal impostata, comincia a intasarmi la chat con faccine ammiccanti, gif a tema, cuoricini svolazzanti e un entusiasmo che non avevo assolutamente firmato.
Messaggi uno dietro l’altro, senza spazio per respirare.
Inutile dire che gli ho spiegato, con educazione e fermezza, che non era la persona per me.
Lui ha risposto con un “peccato” passivo-aggressivo.
Fine della storia.
Ci riprovo.
Quest’estate mi sono vista con un tipo carino, uno di quelli che non ti fanno sognare, ma con cui stai discretamente bene.
Sembrava rientrare nei miei canoni: gentile, presente il giusto, niente sparate fuori luogo.
Ci siamo frequentati un po’, senza promesse e senza pressioni.
Quest’estate mi invita al suo matrimonio: “Segnati la data, mi raccomando”. Solo che il matrimonio,…
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