Le ho detto che, se proprio aveva voglia di svergognare qualcuno, allora sarei stata io a raccontare al gruppo come stanno le cose: che mi ha trascinata a un matrimonio dicendo “non importa la cifra”, e dopo due giorni mi ha insultata perché non le tornavano i conti. E a quel punto ho chiuso la chiamata. Fine.
Perché va bene tutto, ma un’amicizia non può trasformarsi nel peggiore dei ricatti: “Vieni, non ti preoccupare… però poi ti presento il conto e ti umilio se non mi conviene”. Ecco, no. Se devo spendere energie e soldi, preferisco farlo per chi mi vuole davvero al tavolo, non per chi mi vuole solo nel bilancio.