Ieri ho incontrato per la prima volta un uomo che, nelle ultime settimane, aveva attirato la mia attenzione sui social.
Io sono una che ama le conoscenze dal vivo, quelle vere, con il contatto visivo, le pause imbarazzanti e i caffè bevuti troppo in fretta. Però ogni tanto mi lascio tentare dalla modernità: match, chat, emoji, illusioni.
Così accetto di incontrarlo.
Il piano era semplice:
un’oretta scarsa, perché ero distrutta dal lavoro.
Una cosa tranquilla, civile, da adulti funzionali.
Risultato: siamo rimasti in macchina fino alle tre di notte.
Tre.
Di.
Notte.
A parlare di tutto: vita, ex, traumi, sogni, progetti, cazzate, segni zodiacali (no ok, quello no, ma poco ci manca). Quelle conversazioni che ti fanno dire: “Ah però… questo è interessante.”
Prima di salutarci ci baciamo.
Lui: super passionale.
Io: un misto tra “mi piaci” e “non voglio rovinarmi la vita di nuovo”.
Perché sì, mi piaceva.
E quando mi piace qualcuno, divento prudente come un agente dei servizi segreti.
Non era rigidità.
Era autodifesa sentimentale.
Reduce da una relazione finita a causa di svariati tradimenti, avevo giurato solennemente a me stessa: “Mai più stronzi.”
Quest’estate mi invita al suo matrimonio: “Segnati la data, mi raccomando”. Solo che il matrimonio,…
Sinceramente non so se il caso umano sono io o mio marito. Magari me lo…
Stamattina vado da un cliente per la solita manutenzione degli apparecchi in ufficio. Mi conoscono…
Sono in uno studio di commercialisti per lavoro. Sono lì per un intervento tecnico sui…
I veri casi umani non sono gli uomini.Sono alcune donne sui social e sulle app…
Per un periodo ho lavorato come cameriere per la colazione continentale in un albergo vicino…