Era una di quelle estati da quattordicenne.
Le estati di un quattordicenne sono un pendolo tra timidezze e seg*e a getto continuo, in modalità irrigatore automatico.
Era giunto il momento di fare qualcosa di stupido.
Nella “comitiva” della spiaggia iniziavano i primi incroci amorosi, incroci che in breve diventavano multipli, tanto da dar vita ad una tela di corna ramificate.
Io che avevo già allora la capacità di seduzione di un elefante sul monociclo riuscii, non so come, a rimorchiare una ragazzetta della cricca, probabilmente dicendole: “Andiamo dietro al muretto che te devo di’ na cosa…?”
Quest’estate mi invita al suo matrimonio: “Segnati la data, mi raccomando”. Solo che il matrimonio,…
Sinceramente non so se il caso umano sono io o mio marito. Magari me lo…
Stamattina vado da un cliente per la solita manutenzione degli apparecchi in ufficio. Mi conoscono…
Sono in uno studio di commercialisti per lavoro. Sono lì per un intervento tecnico sui…
I veri casi umani non sono gli uomini.Sono alcune donne sui social e sulle app…
Ieri ho incontrato per la prima volta un uomo che, nelle ultime settimane, aveva attirato…